Cenni storici
Il bulldog e’ una delle razze canine in cui l’uomo ha maggiormente modificato, nel corso del tempo, le caratteristiche con un’attenta selezione: all’inizio perche’ voleva un cane da combattimento, poi perche’ desiderava un affettuoso cane da compagnia.
Grazie alla selezione, in certe regioni, si giunse ad ottenere un tipo di cane dalla taglia gigante, teste massicce, muso potente e corto rispetto ai lupoidi e ossa fortissime: erano i primi molossoidi. Cani di questo tipo, caratterizzati da una forza strabiliante e da un coraggio impareggiabile, fecero la prima comparsa in diversi paesi orientali.
L’introduzione nel continente europeo dei primi esemplari e’ probabilmente da ascrivere ai Fenici che intorno al VI secolo a.c., da esperti navigatori e abili mercanti quali erano, instaurarono una fiorente attivita’ commerciale che oltre al Mediterraneo si estendeva sino alle isole britanniche. Dagli incroci con questi mastini, i Britanni ottennero un molosso tanto forte quanto feroce, progenitore dell’odierno Mastiff, molto simile all’attuale. Furono proprio questi poderosi animali, nel 55 a.c., ad essere lanciati contro le truppe romane che tentavano per la prima volta di penetrare nelle isole britanniche. Impressionati da tali cani, i Romani, una volta conquistato il territorio, portarono nella capitale dell’impero molti esemplari, per farli combattere contro tanti tipi di avversari: dai cristiani agli orsi, dai gladiatori ai leoni. Durante i combattimenti i nuovi mastini si dimostrarono molto piu’ potenti e feroci di quelli utilizzati sino ad allora, cosi’ l’importazione divenne molto piu’ frequente e massiccia, al punto che venne istituita la carica di procuratore per la persona che avrebbe dovuto rifornire Roma di cani da combattimento.
Col passare degli anni in Inghilterra i mastini continuarono a forgiare il proprio carattere nei combattimenti e nelle guerre, fino a che si ha notizia del primo combattimento dei cani contro i tori nel 1133 all’epoca di Enrico II, anche se la prima notizia certa che si ha risale al 1209 grazie al Survey of Stamford, che cita come Lord Stamford rimase impressionato da come i cani di un macellaio abbatterono un toro dopo averlo inseguito furiosamente per le vie della citta’. Lo spettacolo piacque tanto a Lord Stamford che dono’ il prato dove si svolse il combattimento alla congregazione dei macellai, a patto che ogni anno organizzassero un combattimento dello stesso genere. Tra il Duecento e l’Ottocento il bull-baiting divenne famosissimo in tutta l’Inghilterra, facendo proseliti sia tra i nobili che tra i contadini.
Il documento piu’ antico in cui compaia la parola “bulldog”, per descrivere i cani destinati ai combattimenti contro i tori, e’ una lettera spedita da Prestwick Eaton di San Sebastian a George Willingham di St. Swithin’s lane, Londra, nel 1631, nella quale lo scrivente chiede all’amico di inviargli due buoni bulldog.
Gli allevatori del tempo erano poco interessati all’estetica del cane, e molto piu’ alle doti in combattimento, infatti si sa molto poco dell’aspetto dei primi bulldog. Alcuni documenti antichi pero’ dimostrano che, durante la dominazione inglese della citta’ di Bordeaux, furono esportati molti cani da combattimento, e in seguito gli allevatori britannici importarono proprio da Bordeaux i cani da combattimento, poiche’ erano dotati di grande forza e coraggio. Un’altra ipotesi molto plausibile e’ che nei primi secoli di combattimenti i bulldog fossero molto grandi e pesanti, perche’ dovevano combattere da soli contro un toro, mentre nell’ultimo periodo le dimensioni furono molto ridotte perche’ i combattimenti avvenivano tra un gruppo di cani e un toro, scommettendo su quale bulldog avrebbe tenuto salda la presa per primo.
La selezione ha permesso di ottenere un cane dalle caratteristiche fisiche e psichiche eccezionali. Si ottenne un cane dalla forza straordinaria in rapporto alla taglia, con una mascella potentissima che permetteva prese molto salde, tanto feroce e impavido da permettergli di attaccare qualsiasi avversario indipendentemente dalle sue dimensioni. La sua determinazione era tale, che gli permetteva di continuare ad attaccare l’avversario anche se gravemente ferito o mutilato.
Nel 1835 fu emanata una Legge che proibiva tutti i combattimenti tra animali. Gli spettacoli di bull-baiting, pero’, continuarono clandestinamente e la figura del bulldog si deterioro’ molto perche’ associata alla malavita. Si tento’ di utilizzare il vecchio combattente in altro modo: caccia e guardia, ma la loro ferocia era talmente tanta da renderli seriamente pericolosi. Intorno al 1850 i bulldog puri erano pochissimi e quasi tutti in mano alla malavita, per fortuna alcuni estimatori della razza, soprattutto gente del popolo, continuo’ ad allevarli, soprattutto nei sobborghi di Londra, Birmingham, Nottingham e Sheffield senza perdere il patrimonio genetico creato in secoli di selezione.
Passo’ qualche anno e alla razza si interesso’ un gruppo di amatori di ceto sociale piu’ elevato, con maggiori disponibilita’ finanziarie, che puntarono a ingentilire il carattere senza sminuire il coraggio: nel primo standard si raccomandava di trattare il bulldog con gentilezza per evitare che diventasse pericoloso; comunque il recupero riusci’ egregiamente, tanto che il combattente divenne presto famoso come cane da esposizione. La prima esposizione in cui furono ammessi dei bulldog avvenne nel 1860 a Birmingham. Da quel momento il bulldog fu allevato continuativamente e con profitto.
Il bulldog quindi e’ arrivato sino a noi con le caratteristiche irripetibili scaturite da una selezione durata secoli, e sebbene oggi sia un cane da compagnia, amico di tutta la famiglia, affettuoso con i bambini ed estremamente socievole con gli altri animali. Non bisogna scordare che nelle vene del bulldog del 2000 scorre il sangue del combattente invincibile che conserva la memoria genetica delle lotte sostenute dai suoi antenati e che, se e’ provocato seriamente o vede minacciate le persone che ama, sa dimostrare tutto il coraggio, la forza e la resistenza al dolore che lo hanno reso famoso. Il bulldog va trattato con lo stesso rispetto che si avrebbe per un boxer, un alano o un mastino napoletano, senza incappare nel rischio di scambiarli per dei peluche.
Il primo bulldog arrivato nella nostra penisola fu importato dal torinese Gabbio nel 1910. Bisognera’ aspettare quattro anni per vedere il primo campione: Ciquito e undici per la prima campionessa: Cody di San Clemente, seguita nel 1924 da un altro splendido esemplare Campione Italiano di Bellezza: Kiburn Laurel. Nel 1930 Ernesto Tron, con l’affisso di Val San Martino, inizio’ l’allevamento con due maschi importanti: prima Lazy Boy (Campione Italiano e Internazionale), poi Berwyn Sobersides.
Nel 1972 si deve a Mario Trombetta la fondazione, a Bologna, del Circolo Italiano Bulldog (C.I.B.), per il quale 25 soci scelsero come presidente Xenia Berio. Piero Scanziani fu eletto Presidente Onorario, riconoscimento recentemente tributato a un altro di quei 25 pionieri: Alfredo Clavenzani. Il celebre designer Gio’ Rossi fu’ invece l’ideatore dello stemma che ancora oggi e’ l’inconfondibile simbolo del club.
Negli ultimi anni sono stati molti i bulldog di gran pregio di allevamenti italiani: All To Love Sonny, uno dei piu’ bei bulldog nati in Italia (sette titoli di campionato, Campione Italiano, Svizzero, Spagnolo, Tedesco, Internazionale, Europeo, Mondiale e Top Dog nel 1993 e 1994), figlio di Pickwick Tittle-Tattle (Campionessa Italiana, Internazionale ed Europea) e padre di All To Love Sonny Junior (Campione Italiano, Internazionale ed Europeo), tutti di proprieta’ dei Giuria, attuali detentori dell’affisso Love Sonny. Da ricordare anche: Bitter Sweet (Campione Italiano, Internazionale e di San Marino) dell’allevamento Hawkroad di Paola Bonetto; Curbo Spencer (Campione Italiano, Internazionale e Top Dog nel 1995) e Sinedybur Peggy At Ocobo (Campione Italiano, Francese e Internazionale) entrambi dell’allevamento Bulls degli Orsi.