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Geode di Coso Gèode (roccia con cavità interna tappezzata di cristalli) trovato nel 1961 presso i monti Coso in California in cui era incastrato un oggetto costituito da una barretta metallica di 2mm di diametro, circondata da un collare di ceramica con un "cappuccio" esagonale ed una estremità di rame (simile ad una candela d’automobile) Pietre di Ica Si tratta di migliaia di ciottoli, affiorati in una località del Perù nel 1961, con figure incise, che descrivono, con un disegno stilizzato ma estremamente dettagliato, diverse scene delle attività scientifica di una popolazione sconosciuta. Le incisioni si possono catalogare in vari gruppi tematici: entomologia, geografia, astronomia, medicina Tra le più sconcertanti si osservano personaggi che scrutano il cielo con un cannocchiale, che utilizzano lenti di ingrandimento, interventi chirurgici come tagli cesarei o trapianti di organi (nel dettaglio del disegno si distinguono fegato, reni, cuore, emisferi cerebrali, i pazienti intubati), animali somiglianti a creature preistoriche (come toxodonti o rettili giganti). Le pietre furono prontamente bollate come falsi opera dei contadini peruviani . In realtà lo strato di ossido depositato sui sassi, anche sulla parte incisa, dimostra che i disegni sono molto più antichi, secondo lo scopritore, il dottor Javier Cabrera, risalenti ad almeno 65 milioni di anni fa. Infatti l’analisi petrografica colloca le pietre (dal peso specifico anomalo) nell’età mesozoica (230-65 milioni di anni). Mappe degli antichi re dei mari Con questo nome sono diventate celebri alcune carte geografiche di epoca medievale, descritte nell’omonimo libro (1966) del professor Charles Hapgood (sostenitore di una originale teoria geologica descritta nel cap. ). Queste carte nautiche e mappamondi, a differenza di tutte quelle realizzate prima del XVIII secolo, presentano delle caratteristiche di precisione inspiegabili, riportando la longitudine corretta di località distanti fra loro migliaia di kilometri, rilevando la presenza di terre ancora sconosciute all’epoca della loro compilazione. L’unica spiegazione plausibile è che si tratti di copie di originali antichissimi prodotti da una civiltà avanzata grazie all’utilizzo della trigonometria sferica. Carta di Piri Reis Disegnata da un ammiraglio turco nel 1513, a partire da mappe sorgente più antiche, fu rinvenuta nell’antico Palazzo Imperiale di Costantinopoli nel 1929. Oltre a rappresentare i continenti africano e sud-americano nell’esatta longitudine relativa, e le Isole Falkland (scoperte solo nel 1592), la carta delinea la corretta topografia subglaciale della penisola antartica, cioè il reale profilo della linea di costa sepolta sotto centinaia di metri di ghiaccio (l’Antartide è stato scoperto nel 1818). Ciò venne confermato dall’Aeronautica statunitense nel 1960, dal confronto con il profilo rilevato sulla superficie (mediante il metodo sismico a riflessione) dalla spedizione Antartica del 1949. Quindi, qualcuno ha intrapreso la mappatura dell’Antartide libero dai ghiacci in un’epoca compresa tra il 15.000 e il 4000 a.C., ultimo periodo di disgelo a quella latitudine, secondo i dati geofisici (oppure in ere geologiche ancora precedenti). Infatti, il contorno della costa sud-americana e l’idrografia continentale disegnata sono coerenti con il paesaggio che doveva presentarsi più di 15.000 anni fa. Inoltre viene riportata un’isola di grandi dimensioni, oggi inesistente sulla posizione della dorsale medio atlantica, mentre le Azzorre sono molto più estese di oggi, forse per il livello del mare in epoca glaciale. Lo studio dei portolani evidenzia che essa faceva parte di un planisfero ottenuto attraverso una proiezione azimutale equidistante, centrata nei pressi del Cairo. |