Curiosità

"Valzer per un amore: musica tratta dal Valzer campestre della Suite siciliana di Gino Marinuzzi jr.

Non al denaro, non all'amore ne' al cielo: per chi ha Spoon river di Masters riporto le poesie da cui sono tratte le canzoni:
-La collina
-Frank Drummer (un matto...che studia a memoria l'enciclopedia britannica)
-Il giudice Selah Lively
-Wendell P. Blooyd (un blasfemo)
-Francis Turner (un malato di cuore)
-Il Dr. Siegfried Iseman (un medico)
-Trainer, il farmacista (un chimico)
-Dippold l'ottico (in Masters non c'e' riferimento alla droga ma alla magia
della vita come dovrebbe essere, o almeno cosi' lo interpreto io:"E adesso [cosa vedi]?/Luce, solo luce, che trasforma tutto il mondo in un giocattolo./Molto bene, faremo gli occhiali cosi'") -Il violinista Jones (che pero' nel disco suona il flauto)
I personaggi pero' sono presenti anche in altre poesie perche' vengono citati da altri morti, inoltre in alcuni casi Fabrizio puo' aver usato diversi personaggi per creare la tipologia di uno solo (esistono, per esempio, diversi medici nel cimitero di Spoon river).

Via del campo: musica del XVI secolo, tratta da una ricerca di Dario Fo.

Caro amore: musica tratta da Concerto di Aranjuez di Joaquìn Rodrigo. Questo brano nelle ristampe successive di Vol.I verrà sostiutuito da La stagione del tuo amore.

Nel 1965 collabora a Stringendomi le mani (De André) nel 45 giri di Giuliana Milan.

Collabora a Le strade del mondo (Simonetta - Vaime - De André) presente nel 1969 nel 45 giri di Laura Olivari e nel 1970 nel 45 giri di Leda.

Nel 1969 collabora a Il grandissimo coro dei piccolissimi; Con gli spaghi e con gli uncini; La ballata del folklore lillipuuziano; Non son io che sono piccolo; Battibecco; Il mercoledì è festa; Il solito mercoledì; Lo stonato sfortunato; L'inno della scienza; Fantastici fantasmi; Chiuso in gabbia; I padroncavalli; Una barcarola per Gulliver; L'ultima canzone. Testi di Umberto Simonetta ed Enrico Vaime; musiche di Fabrizio De André e Giampiero Reverberi, per la trasmissione TV Gulliver.

Nel 1972 collabora a A famiglia di Lippe (Campodonico - De André) e Ballata triste [A canson do balilla] (Petrucci - De André) nell'album di Piero Parodi Piero Parodi canta Zena.

Nel 1990 collabora a Genova Blues (Baccini - De André) nell'album di Francesco Baccini Il pianoforte non è il mio forte.

Nel 1992 collabora a Navigare (Manfredi - De André - Gianco) nell'album di Ricky Gianco Piccolo è bello e a Pitzinnos in sa gherra (Marielli - De André) nell'album dei Tazenda Limba.

Nel 1995 collabora a Cose che dimentico (C. De André - F. De André - Facchini) nell'album di Cristiano De André Sul confine.

Leggenda di Natale: testo ispirato a Le Père Noël e la petite fille di George Brassens.

S'i' fosse foco: da un sonetto di Cecco Angiolieri.

Bocca di rosa: Oltre alle differenti strofe per via della censura sui carabinieri, esiste una versione in cui la stazione di "Sant'Ilario", diviene di "San Vicario".

Il re fa rullare i tamburi: canzone popolare francese del XIV secolo. Canzone del maggio: liberamente tratta da un canto del maggio francese.

Parlando del naufragio della London Valour: Nel '70 affondò una nave da carico filippina, la London Valour; migliaia di genovesi assistettero alla tragedia dei marinai inghiottiti dai flutti dopo che una rudimentale teleferica non era riuscita a portarli in salvo e al suicidio del capitano dopo che sua moglie si era schiantata sugli scogli. De André scrisse allora l'unica canzone recitata della sua carriera "I marinai foglie di coca digeriscono in coperta...il pasticciere di via Roma sta scedendo le scale...E la radio di bordo è una sfera di cristallo, dice che il vento si farà lupo e il mare si farà sciacallo....E le ancore hanno perduto la scommessa e gli artigli i marinai..."

Ave Maria (Indiano): canto popolare sardo rielaborato su adattamento di Albino Puddu.

Via della povertà: il testo di una versione live della canzone con i nomi dei politici dell'epoca al posto dei personaggi inventati:
Il salone di bellezza in fondo al vicolo è affollatissimo di marinai prova a chiedere a uno che ore sono e ti risponderà "non l'ho saputo mai". Le cartoline dell'impiccagione sono in vendita a cento lire l'una il commissario cieco dietro la stazione per un indizio ti legge la sfortuna e le forze dell'ordine irrequiete cercano qualcosa che non va mentre io e la mia signora ci affacciamo stasera su via della Povertà.
Almirante sembra così facile ogni volta che sorride ti cattura ricorda proprio Bette Davis con le mani appoggiate alla cintura. Arriva Fra John trafelato e gli grida "il mio amore sei tu" ma qualcuno gli dice di andar via e di non riprovarci più e l'unico suono che rimane quando l'ambulanza se ne va è Almirante che spazza via il sangue in Via della Povertà.
Mentre l'alba sta ............ .........in Via della Povertà.
Covelli travestito da ubriacone ha nascosto i suoi appunti in un baule è passato di qui un'ora fa diretto verso l'ultima Thule, sembrava così timido e impaurito quando ha chiesto di fermarsi un po' qui ma poi ha cominciato a fumare e a recitare l'A B C ed a vederlo tu non lo diresti mai ma era famoso qualche tempo fa per suonare il violino elettronico alla corte di Sua Maestà.
Ci si prepara per il 15 di giugno * c'è qualcuno che continua ad aver sete Paolo VI ha gettato via la tiara si è camuffato in abiti da prete, sta ingozzando a viva forza Berlinguer per punirlo della sua frugalità lo ucciderà parlandogli d'amore dopo averlo avvelenato di pietà e mentre Paolo grida quattro suore si son spogliate già Berlinguer sta per essere violentato in Via della Povertà.
E bravo Leone mattacchione il paese sta affondando nella merda nelle scialuppe i posti letto sono tutti occupati e gli anarchici tutti annegati, e Agnelli e Indro Montanelli fanno a pugni nella torre di comando i suonatori di calipso ridono di loro mentre il cielo si sta allontanando e affacciati alle loro finestre nel mare tutti han pescato voti qua e là e nessuno deve più preoccuparsi di Via della Povertà.
A mezzanotte in punto i poliziotti fanno il loro solito lavoro metton le manette intorno ai polsi a quelli che ne sanno più di loro, i prigionieri vengon trascinati su un calvario improvvisato li vicino e il caporale Adolfo li ha avvisati che passeranno dal solito camino e il vento da solo ride e nessuno riuscirà a ingannare il suo fottuto destino in Via della Povertà.
La tua lettera..........da via della Povertà.
Ho saltato con i punti le strofe perfettamente uguali alla versione del disco. * Il 15 di giugno di quell'anno ci sono state (specifico per i giovani) importanti elezioni politiche e Leone era il presidente della repubblica in carica a quel tempo.
Fabrizio De André ha scritto con Mauro Pagani nel 1987 la colonna sonora per il film "Topo Galileo" interpretato da Beppe Grillo.
Esiste ancora un'altra versione di Desolation row (peraltro anche Bob Dylan, quando la cantava ancora, era solito modificare il testo, con agganci alla realta' americana). "Al Quirinale sono disperati/ Pertini e' diventato vecchio e Andreatta piange disperato/vedendo Craxi che ride nello specchio Sofia e' dietro la finestra/ tutti quanti le han detto che e' bella, ha solo 52 anni e nessuna l'ha mai chiamata zitella"
...............
"Signorile sembra cosi' facile/ogni volta che sorride ti cattura" ...............
"Se Bearzot ha rifatto l'Italia/Garibaldi ha diviso l'Africa" dal vivo in un concerto dell'82

Folaghe, il brano di sola musica inserito in Rimini., e' stato scritto da Fabrizio De André molti anni prima, ma per motivi vari, era sempre rimasto nel cassetto.

Esiste una versione, meno nota, di Giovanna D'Arco, in cui è presente una strofa poi scomparsa. Angelo Baiguera, un cantautore che si esibiva prima di De Andre' nel ciclo di concerti successivo all'Indiano. disse: "E' incredibile, in Quello che non ho De Andre' piglia alcune note cosi' basse che non esistono sul pentagramma!". (vorrei sottolineare che NON ESISTONO note che non ci sono sul pentagramma: semmai non si leggono in chiave di violino, ma in chiave di basso o di contralto (esistono sette chiavi)

De Andre' ha tradotto di Leonard Cohen anche "La famosa volpe azzurra" (De André - Bardotti - Cohen) che e' stata cantata da Ornella Vanoni nell'album Ricetta di donna. Ma la traduzione era stata fatta per Dori Ghezzi, che non si e' sentita all'altezza. "Non voglio fare un passo troppo lungo (dori all'epoca cantava il Catachok, ricordate? Quasi il peggio al mondo con il Ballo del Qua Qua). Si' forse il pubblico accetterebbe qualcosa di piu', ma preferisco andare per gradi".

[...] In particolare mi era rimasta impressa una frase in quella intervista, in cui De Andre' diceva che nello scrivere La guerra di Piero si era ispirato ad un suo zio che si era "succhiato" la guerra di Albania; [...]
[...] Qualche tempo fa` mi ricordo che qualcuno discuteva circa l' identita` del generale di vent'anni della canzone Sand Creek e azzardava l' ipotesi che fosse il generale Custer.Ebbene nel video che sto` per portare a Giorgio Maimone a Milano, De Andre` ne parla dopo aver eseguito la canzone facendo riferimento ad un colonnello di cui dice anche il nome.Ve lo riporto per curiosita`.[...]
[...] L'ho trovato anch'io e avevo intenzione di postarlo oggi a Coda di Lupo: si trattava del colonnello Chivington che nel 1864, a capo del terzo reggimento si abbatte'all'alba su una tribu' di Cheyenne, accampata sulle rive del Sand Creek. La crudelta' dell'episodio e' ancora piu' manifesta, sapendo che i Cheyenne avrebbero voluto trattare la pace.[...]
Nell'album di Max Manfredi intitolato "MAX" del 1994 è presente anche Fabrizio De André nella canzone La fiera della Maddalena, ecco il testo:
Mi sono trovato sveglio con il lichene nei mei capelli Mi sono trovato sveglio con il levante nei miei capelli Non vedevi più un filo d'acqua sulle briciole dei ruscelli Non sentivi più un filo d'acqua solo stormire occhi d'uccelli
Ho chiesto dov'è la strada per Fiera della Maddalena Ho chiesto qual è la strada per la Fiera della Maddalena Lontano i musicanti si sentivano a malapena Nei giorni che ogni momento era la diga di un fiume in piena
Lai lala Lai lala Lai lala Lai lala
Ho saltato il roveto con un passo da equilibrista Ho saltato il roveto col mio passo da equilibrista Piangevo bacche di sangue come il rosario dell'ametista Ridevo di meraviglia sgranando gli occhi dell'ametista
Ho comprato una chitarra alla Fiera della Maddalena Ho comprato una chitarra alla Fiera della Maddalena Per ogni bugia che ho detto ho acceso in chiesa una candela Per ogni bugia che dico accendo al sole il telo di una vela
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Sentivo una canzone non era mia né di nessuno La trama così sottile che non vedevi la cucitura Son brividi di ragnatela sul volto pallido della luna Son brividi lungo la schiena sotto le reti della calura
Lai lala Lai lala Lai lala Lai lala
Volevo una canzone come una vergine che va sposa Volevo una canzone come una vergine che va sposa Tutti a farle il filo intorno perché è bella perché è ritrosa Tutte a filo di coltello perché è promessa perché è gelosa
Volevo una canzone come una donna di malaffare Di tutti e di nessuno come una lingua come un altare Tutte in fila al lavatoio quando all'alba si va a lavare Tutte in fila sul portone lei sola sceglie che deve entrare
Nai nana Nai nana Nai nana Nai nana
La melodia di Canzone dell'amore perduto è tratta dal Concerto-sonata in re maggiore per tromba, archi e clavicembalo di G. P. Telemann.
La melodia della "Canzone dell'Amore Perduto" è tratta dal primo movimento, "Moderato e grazioso".
Ecco alcuni testi di canzoni tratte dall'album dei New Trolls "Senza orario, senza bandiera". I testi sono scritti dalla coppia De André / Mannerini, le musiche sono di Vittorio De Scalzi e di Nico Di Palo dei New Trolls.
lato a.
Ho veduto Vorrei comprare una strada Signore, io sono irish Susy Forrester Al bar dell'angolo
lato b.
Duemila Ti ricordi, Joe? Padre O'Brien Tom Flaherty Andrò ancora
L'album è stato prodotto da Fabrizio De André e Giampiero Reverberi, ed è stato pubblicato da Fonit Cetra nell'ottobre 1968 (in copertina c'è un clown che prega). Un'edizione limitata su cd è stata pubblicata nel 1989 da Vinylmagic (via Tibaldi, 29 Milano tel./fax 02 82377270). Quattro di questi pezzi, cioè "Vorrei comprare una strada", "Ho veduto", "Signore, io sono Irish" e "Ti ricordi, Joe?" compaiono anche in una raccolta dei New Trolls, un cd omonimo pubblicato da Fonit Cetra nel 1987, assieme a vari singoli e due canzoni registrate dal vivo. Bene, tutto qui. Di nuovo grazie e complimenti per il tuo lavoro.
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Ho veduto
(De André, Mannerini, Di Palo, De Scalzi)
Ho veduto nascere il sole dai ghiacci di Thule Ho veduto i riflessi dorati delle moschee Le onde adulte della Guascogna, gli squali bianchi I tucul, le case dei ricchi, e ho pianto Ho veduto mare che è mare, terra che è terra (per le strade del mondo) Come in me, come a Lisbona, come da noi (per le strade del mondo) Ho veduto grano che è grano, fango che è fango Ho ascoltato il linguaggio del mondo, e ho pianto Ho visto amare, fremere, ansare Ho veduto la faccia sporca di un amico (per le strade del mondo) Lo stupore di una pazzia, di una morte (per le strade del mondo) Ho veduto l’ironica faccia di chi mi odia (per le strade del mondo) Gli occhi larghi di chi ha paura, e ho pianto Ho perdonato, giustificato Ho veduto morire il sole nel Golfo di Aden Ho veduto il buio e la luce, e ancora piango

Vorrei comprare una strada
(De André, Mannerini, Di Palo, De Scalzi)
Vorrei comprare una strada nel centro di Nuova York La vorrei lunga e assolata, e piena di gente di ogni età E tanta luce nei buffi tubi di vetro colorato Una fontana con mille bambini che giocano Un gatto grigio che scalda assonnato il suo angolo E voli alti contro i colori dell’arcobaleno E al tramonto vorrei sedermi all’ombra di un grattacielo Fino a che io sentirò una voce che mi dirà: “Scusami William, mi spiace per te, ma è la fine…”.

Signore, io sono Irish
(De André, Mannerini, Reverberi)
Signore, io sono Irish: quello che non ha la bicicletta. Tu lo sai che lavoro, e alla sera le mie reni non cantano. Tu mi hai dato il profumo dei fiori, le farfalle, i colori E le labbra di Ester, create da te Quei suoi occhi incredibili, solo per me Ma c’è una cosa, o mio signore, che non va Io che lavoro dai Lancaster a trenta miglia dalla città Io nel tuo giorno sono stanco, sono stanco come non mai E trenta miglia più trenta miglia sono tante a piedi, lo sai… E Irish, tu lo ricordi, signore: non ha la bicicletta Nel tuo giorno le rondini cantano la tua gloria nei cieli Solo io sono triste, signore: la tua casa è lontana Devo stare sul prato a parlarti di me E io soffro signore, lontano da te Ma tu sei buono, e fra gli amici che tu hai La bicicletta per il tuo Irish certamente la troverai Anche se è vecchia non importa, anche se è vecchia mandala a me Perché mi porti nel tuo giorno, mio signore, sino a te Signore, io sono Irish: quello che verrà da te in bicicletta…

Susy Forrester
(De André, Di Palo, De Scalzi)
Susy, eri bella ma non ti bastava: eri gelosa di tutte le rose E gli amori sognati erano senza età Cavalieri del vento che ti portavano la luna Troppe stagioni, e troppi gli inverni: cadde la neve anche sui tuoi capelli E gli amori perduti hanno la loro età Servitori del tempo che ti regalano i ricordi Spenta l’estate, sfumati gli amori: ora non sei più gelosa dei fiori.

Duemila
(De André, Mannerini, Di Palo, De Scalzi)
Razzi intorno alla terra alla caccia di stelle Di pianeti lontani arrampicati su antichi soli Lune che hanno perduto nel mistero svelato L’incantesimo antico sopra uno specchio di mali notturni Mentre in un angolo l’ultimo figlio di un pescatore Guarda stupito la bocca aperta delle sue scarpine Segrete amanti di vecchie calze bucate e stinte.

Ti ricordi, Joe?
(De André, Mannerini, Di Palo, De Scalzi)
Ti ricordi, Joe? Era verde laggiù, era verde il mare a Manila Ti ricordi, Joe? Eran tanti laggiù, coi fucili nascosti tra i fiori… Quante stagioni passarono là Quanti colori inutili, ormai per occhi già stanchi oppure già chiusi per sempre Ti ricordi, Joe? Ti ricordi di Stan, con il cuore coperto di mosche? E c’è ancora chi va dicendo che noi Noi marines non avevamo un cuore… Quante stagioni passarono là Quanti colori inutili, ormai per occhi già stanchi oppure già chiusi per sempre.

Padre O’Brien
(De André, Leva, Di Palo, De Scalzi)
Ho chiesto e non m’han dato un quinto del tesoro sprecato in una lunga guerra Un quinto mi bastava per togliere il dolore dai lebbrosari della Terra Ora restate solo voi, che avete l’umiltà e quella stessa pietà di chi conosce il dolore Di chi ben presto d’amore vi benedirà Date l’amore che c’è in voi, non solo la pietà Fate che giungano a me i frutti della bontà E molte labbra domani sorrideranno per voi Ora restate solo voi, che avete l’umiltà Ora restate solo voi…

Tom Flaherty
(De André, Mannerini, Di Palo, De Scalzi)
Ti amo, lo svelerò alle viole Ti amo, lo abbaierò alla luna Lo scriverò sui tetti, sui muri e gli alberi Lo scriverò anche a dio Solo a te, amore, non lo dirò mai Ti amo, lo griderò ai boschi Ti amo, lo scriverò sull’acqua Te lo diranno le viole e i platani Te lo dirà la luna Da me solo, amore, non lo saprai mai.

Andrò ancora
(De André, Mannerini, Di Palo, De Scalzi)
Andrò ancora per le strade del mondo, con occhi sinceri Cercherò ovunque il dolore, la gioia dell’uomo Conterò le lacrime amare di chi soffre I sorrisi di chi attende con mani protese in avanti Andrò ancora, senza un orario, senza bandiera (per le strade del mondo) Mi chinerò su malati e fontane, su volti di bimbi (per le strade del mondo) Camminerò fra sporcizia e danaro senza fermarmi (per le strade del mondo) Andrò ancora e quando tornerò sarò più vecchio e migliore Non sarò mai né triste né stanco Andrò ancora, e se tornerò sarò senz’altro migliore. Andrò ancora per le strade del mondo, potete contarci