Biobliografia

 

Nacque a Trellick, nel Galles, il 18 marzo 1872 quale secondo e ultimo figlio del Visconte di Amberley. Egli perde la madre, e successivamente il padre nel giro dei suoi primi tre anni e mezzo, andando quindi ad abitare presso i nonni paterni, Lord John Russell e Lady Russell, ambedue liberali per tradizione, lui già primo ministro nell’Inghilterra vittoriana ed apertissimo ai problemi di politica internazionale (è per esempio noto il suo atteggiamento favorevole al Risorgimento italiano), lei nettamente per l’indipendenza irlandese ed in senso più vasto anti-imperialista.

I suoi studi secondari sono prevalentemente privati, poi entra al prestigioso Trinity College di Cambridge, dove la sua formazione va completandosi e definendosi a contatto dell’insegnamento di uomini quali Whitehead o McTaggard, come pure di amicizie significative, G. E. Moore soprattutto, ed ancora Lytton Strachey, G. Trevelyan, etc..

A ventidue anni, completato il suo curriculum scolastico, passa all’ambasciata inglese di Parigi e l’anno dopo si sposa, decidendo del pari di spostarsi, va in Germania a Berlino, attratto dalle idee e dai problemi della socialdemocrazia tedesca. Ne ricava, com’è sua abitudine, un’opera sulla Socialdemocrazia Tedesca, che data appunto di quell’anno, 1896.

Dopo un viaggio in America, si applica a terminare un suo lavoro sui fondamenti della geometria, e nel 1900, l’anno della pubblicazione della sua Esposizione critica della Filosofia di Leibniz partecipa al Congresso di Parigi stabilendo i primi rapporti con la scuola di Peano. Intanto partecipa attivamente al dibattito sulla politica militare, anche se nel 1907 deve, come deputato Liberale, subire una sconfitta elettorale.

Nel campo della Logica il nome di Russell è associato, insieme con quello di F. L. Frege, al tentativo di logicizzazione integrale della matematica. Si tratta di uno dei più seri progetti della filosofia della scienza e della logica del nostro secolo, secondo il quale, tutta la matematica poteva essere ricondotta a pochi principi logici senza fare appello all’intuizione o all’esperienza. Iniziato con l’opera I principi della matematica (1903), il programma russelliano continuò nel 1910 con l’uscita del primo volume dei Principia Mathematica, e il suo ritorno a Cambridge come lettore di Logica. Ma dopo una nuova parentesi americana, costituita da un corso all’Università di Harvard, dove ha T. S. Elliot tra i suoi ascoltatori, nel 1912 e nel 1913 pubblica i secondo e il terzo volume dei Principia Mathematica in collaborazione con A. N. Whitehead. A lui si deve la prima delle antinomie logiche che mise in crisi la teoria degli insiemi di Cantor. Dopo la pubblicazione dei Principia Russell abbandona il campo delle ricerche tecniche di Logica dedicandosi maggiormente ai problemi filosofici su un piano meno specialistico, nel 1916, infatti, manda alle stampe i Principi di riforma sociale.

Senza costituire una dottrina sistematica, il suo apporto filosofico, che si colloca nella tradizione dell’empirismo inglese, si esercitò come una costante analisi critica dei problemi gnoseologici e morali, un’analisi che lo portò spesso a cambiare punti di vista. Benché vicino alle posizioni neopositiviste, se ne differenziò per la sua difesa della nozione di verità come corrispondenza ai fatti e del valore conoscitivo oggettivo delle teorie scientifiche contro ogni ipotesi convenzionalistica o pragmatica. Il realismo scientifico di Russell, basato sulla teoria causale della percezione, si univa, in campo etico, all’ideale di una ragione anti-metafisica e anti-dogmatica aperta alla discussione razionale delle passioni umane e in lotta contro i pregiudizi conformistici.

Esponente rappresentativo del pensiero laico e libertario allo scoppio della guerra le sue idee dichiaratamente pacifiste gli costano l’allontanamento dall’insegnamento e la rottura del contratto con il Trinity College. L’impegno sociale e politico, che resterà costante nel corso di tutta la sua vita, gli causano spesso attriti e aperti contrasti con l’autorità costituita, tanto da costringerlo nel 1918 a scrivere l’Introduzione alla filosofia matematica in carcere, dove si trovava per sei mesi a causa di un articolo pacifista in favore dell’obiezione di coscienza. Fu questa la prima delle sue appassionate lotte ideologiche a sostegno delle minoranze oppresse, per l’emancipazione della donna e contro la politica nucleare e imperialista che gli fecero conquistare una larga notorietà anche al di fuori della ristretta cerchia dei filosofi.

Nel 1920 esce ancora Teoria e pratica del Bolscevismo, quale frutto d’un suo viaggio in Russia e Cina. Egli è uno dei primi uomini occidentali invitato ufficialmente da un’Università Cinese, quella di Pechino, a tenervi delle conferenze. La sua figura e la sua filosofia, come furono in quell’occasione presentate, costituirono un mezzo ed un’occasione d’apertura della cultura Cinese del ‘900 alle problematiche occidentali, avendo in questo senso una notevole portata storica. Ma anche quest’esperienza non resta senza un documento scritto: Il problema della Cina.

Si batte ancora in quegli anni come candidato Laburista ma è sconfitto altre due volte, mentre, con tipica serietà sperimentale, cerca di verificare alcune sue idee pedagogiche, aprendo con la sua seconda moglie una scuola per bambini, e scrivendo Sull’educazione specialmente dei bambini piccoli (1926). Seguono in quegli anni altre opere: l’Analisi della materia e La Filosofia (1927), i Saggi scettici (1928), Matrimonio e morale (1929), La Conquista della felicità (1930), L’Educazione e l’Ordine sociale (1932), Libertà ed Organizzazione (1934), L’Elogio dell’ozio (1935) ed il Potere (1938).

Dal 1938 al 1944 Russell trova l’opportunità di lavorare in diverse Università inglesi ed Americane, qualche volta con improvvise e drammatiche rescissioni del contratto di assunzione, come nel caso del College of the City di New York, dove fu accusato di immoralità. Ma alla Fondazione Barnes dove entrò subito dopo non restò molto. Anche in quel caso il contratto fu rescisso all’improvviso. Proprio nel 1944 è l’Università di Cambridge ad invitarlo nuovamente.

Risalgono a questo periodo una ricerca Sul Significato e sulla Verità (1940) e la Storia della Filosofia Occidentale (1945). Nel 1948, l’anno in cui è data alle stampe la sua Conoscenza Umana, a 76 anni d’età, si salva a nuoto da un incidente aereo. Nel 1950 data di pubblicazione di Saggi Impopolari gli viene conferito il Premio Nobel.

Russell, tuttavia, non cessa ancora la sua attività politica militante e continua anzi ad essere l’animatore con i suoi interventi a Trafalgar Square di grandi correnti di opinione intorno alle questioni politiche Internazionali di maggiore interesse, come la guerra atomica (Senso comune e guerra atomica, 1959), lanciando nel ’62 un appello a Kennedy e a Kruscev per una pacifica soluzione della crisi di Cuba, o la situazione del Vietnam, proprio in riferimento alla quale motivò pubblicamente la propria uscita dal partito Laburista.

Considerato uno dei massimi filosofi e matematici del nostro tempo, autore di contributi fondamentali per lo sviluppo della logica moderna. Promotore del tribunale che prese il suo nome per giudicare i crimini di guerra nel Vietnam, è la figura più notevole della filosofia inglese contemporanea.

Parallelamente agli studi matematici, tra cui Logica matematica basata sulla teoria dei tipi (1908) in cui veniva introdotta una teoria logica per eliminare alcuni paradossi, ha coltivato il suo interesse per le scienze dell’uomo e la filosofia, contribuendovi con un’impressionante mole di scritti. Tra le sue opere: La conoscenza del mondo esterno (1914), L’analisi della mente (1921), La saggezza dell’occidente, Elogio dell’ozio, Matrimonio, sesso e morale, L’ABC della relatività, Socialismo, anarchismo, sindacalismo, Perché non sono cristiano (1957) e L’autobiografia in tre volumi (1967-1969).

Bertrand Russell muore a Penthryfrndraeth nel Galles Settentrionale il 2 febbraio del 1970 all’età di 98 anni, per i postumi di una grave forma influenzale. "A coloro che rimanevano – aveva scritto nel suo Necrologio ufficiale 33 anni prima – egli appariva, anche nell’estrema vecchiezza come un uomo contento e soddisfatto, e ciò senza dubbio era dovuto in larga misura alla sua eccellente salute, giacché politicamente, durante i suoi ultimi anni, egli non era meno isolato di Milton dopo la Restaurazione. Fu l’ultimo sopravvissuto di un’epoca ormai morta".